Cosa Mettere nello Zaino [per trekking]

di Davide Rubicone 5 visite

Una delle attività più belle che si possano fare con l’arrivo delle belle giornate è sicuramente il trekking. Nonostante buona parte del popolo italico prediliga il mare (che ammetto esercita un certo fascino anche su di me), l’estasi che si prova nel camminare immersi nel verde sulle montagne è assolutamente da vivere almeno una volta nella vita.

È per questo motivo che ho deciso di scrivere questa guida sul cosa mettere nello zaino da trekking. Tuttavia, se ti aspetti un semplice elenco, a mo’ di lista della spesa, rimarrai deluso.

Di elenchi di oggetti da infilare in uno zaino ne è pieno il web, io in queste righe voglio darti tutte le informazioni necessarie per vivere al meglio l’esperienza del trekking, partendo dall’abbigliamento e comprendendo perfino l’alimentazione.

Dopo queste righe, potrai affrontare le tue giornate in montagna con assoluta serenità, sapendo che sei attrezzato per qualsiasi evenienza.

Come vestirsi per fare trekking in estate

L’abbigliamento ideale per l’attività di trekking in estate prevede abbigliamento intimo, calzini e maglietta traspiranti, giacca in tessuto tecnico e scarponi comodi. Preferibilmente è meglio avere una maglietta di ricambio nello zaino per potersi vestire a cipolla.

Entriamo nel dettaglio.

Anche se non si tratta propriamente di oggetti da infilare nello zaino da trekking, pensare all’abbigliamento con cui si dovranno affrontare ore o giorni di cammino nel verde è ugualmente importante. E quando parlo di abbigliamento intendo proprio tutto, compreso perfino quello intimo.

Del resto, i capi intimi sono quelli che sono a diretto contatto con la pelle, quindi se non indossi quelli adatti alla prima sudata, il rischio che ci possano essere irritazioni o sfoghi è molto elevato.

Per le tue passeggiate in montagna, quindi, devi lasciare le mutande nel loro cassetto dell’intimo e recarti in uno negozio specializzato in cui tu possa acquistare capi underwear pensati proprio per le attività outdoor.

Per calze e calzini si può fare un discorso analogo all’intimo: anche questo capo d’abbigliamento, infatti, è a diretto contatto con la pelle, ma vi è un’ulteriore aggravante: il grosso del tempo è “rinchiuso” all’interno di uno scarpone, con una temperatura molto elevata che, durante il cammino, genera eccessiva sudorazione e purtroppo anche qualche fastidiosa vescica.

Già che sei nel negozio specializzato per l’intimo da trekking, quindi, fatti prendere dal commesso anche delle calze e dei calzini tecnici dedicati a questa attività, che possano far traspirare il piede e che quindi prevengano l’eccessiva sudorazione.

Fondamentale anche la giacca da trekking.

Se leggi queste righe ad agosto, mentre fuori dalla finestra l’intero paesaggio si scioglie a causa dell’eccessivo calore, sarai sicuramente tentato di saltare al passo successivo, ritenendo questo capo superfluo viste le alte temperature. In realtà, la giacca da trekking è fondamentale anche nei periodi di peggior calura, perché in montagna la temperatura è sempre un po’ più bassa di quella “cittadina”, senza contare che degli improvvisi temporali estivi potrebbero abbassarla ulteriormente.

Ricorda quindi che la giacca da trekking devi sempre averla con te, in qualsiasi condizione meteo, tanto alla peggio la lasci nello zaino. A tal proposito, prendine una dal tessuto tecnico, che assicura una buona traspirazione e che abbia anche dimensioni contenute. Dove trovarla? Se alzi gli occhi vedrai il commesso del negozio specializzato in cui ormai hai preso la residenza che ti sta già guardando per capire quale giaccia da trekking sia più adatta alla tua corporatura.

Per quel che riguarda le scarpe, ovviamente anche i muri sanno che esistono degli appositi scarponi da trekking. No, non ho le traveggole, lo so cosa stai pensando: fuori c’è caldo, io devo camminare nei prati verdi di montagna, devo mettere le scarpe da ginnastica e zampettare come un cerbiatto in primavera. Beh, è sicuramente una cosa che puoi fare, soprattutto se il tuo più grande desiderio è prendere una distorsione (quando ti va bene).

Le stradine di montagna non sono lisce e perfette come quelle del parco in cui vai a correre: ci sono pietraie, fondi scivolosi e altri impervi dove devi quasi arrampicarti. Se non vuoi tornare a casa con le gambe doloranti, quindi, devi necessariamente prendere degli scarponi da trekking, magari di quelli robusti ma traspiranti per non soffrire eccessivamente il calore.

Comunque… Non ti preoccupare, a quelli ci pensa Francesco. Chi è Francesco? Non far finta di non conoscerlo, è il commesso del negozio specializzato, ormai siete diventati amici, non lo vedi che ha già fra le mani un modello di scarpe da trekking proprio della tua misura?

Gli accessori utili per il trekking

Oltre all’abbigliamento, per le tue escursioni saranno fondamentali anche altri accessori.

Partiamo dal concetto di riparo: in quei casi in cui tu debba camminare per più giorni è infatti necessario trovare il giusto posto dove dormire la notte, perché riposare sotto il cielo stellato può anche essere romantico, ma fra freddo e animali selvatici può essere tutt’altro che piacevole.

Se sei solito affidarti alle escursioni guidate, queste sono organizzate così nei dettagli che le varie giornate di cammino terminano sempre in tende enormi o veri campi base. Le guide più “avventurose” potrebbero al massimo farti dormire in qualche auto abbandonata.

Se però decidi di dormire immerso nella natura, nel tuo zaino da trekking non dovrà mancare il “mitico” sacco a pelo: a seconda della stagione della tua escursione, puoi optare per un modello estivo o invernale.

Oltre al sacco a pelo, ti consiglio di mettere nello zaino delle coperte isotermiche: sono quelle argentate che solitamente avrai visto usare a pompieri e mezzi di soccorso per avvolgere persone coinvolte in un qualche incidente. Queste coperte sono fantastiche perché, oltre ad avere un ingombro minimo, ti garantiscono un isolamento termico tale che ti assicura sia caldo in inverno che fresco in estate.

Esistono poi una serie di accessori che possono tornare utili, ma che non è detto tu debba usare. In linea di principio, capienza dello zaino da trekking permettendo, ti consiglio di portarli tutti. In ordine di importanza, il primo accessorio è il kit di pronto soccorso, perché durante il trekking può capitare di farsi male.

Ti consiglio anche di avere una bussola con te, perché perdere l’orientamento nei boschi è un attimo. Se poi fai trekking durante i mesi invernali, quando cioè fa buio molto presto, è fondamentale che tu abbia con te una torcia. Il coltellino svizzero è infine un must del trekking, anche se non sempre torna utile: io nelle mie escursioni lo porto sempre con me, ma non sono mai stato costretto a usarlo... il massimo che ho fatto è impugnarlo per qualche minuto per sentirmi un “piccolo McGiver”.

Fra gli accessori merita una postilla a parte il famoso “bastone da trekking”. Mi rendo conto che, guardando con gli occhi del neofita, puoi considerarlo un accessorio del tutto superfluo, che può al massimo servire agli scalatori più attempati che ricordano con nostalgia la loro giovinezza. In realtà è uno strumento utilissimo che andrebbe sempre usato, perché permette di alleviare le fatiche del cammino.

Con il bastone da passeggio, infatti, il peso del corpo non si regge solo sulle gambe ma anche sulle braccia: in questo modo i tuoi piedi si stancano meno e tu puoi “macinare” molti più km. Inoltre utilizzare il bastone permette di allenare, insieme alle gambe, anche la parte superiore del corpo. Nei negozi specializzati puoi trovare dei bastoni da trekking realizzati in materiali tecnico e molto performanti, solitamente venduti in coppia per permetterti di usare entrambe le braccia.

Personalmente, almeno per il bastone da trekking, preferisco affidarmi al “fornitore” più esperto di tutti: Madre Natura. Se trovi della legna di albero dell’altezza giusta, infatti, hai già il bastone da trekking migliore che c’è.

Ah… dimenticavo: ricordati un cappello e gli occhiali da sole!

Lo zaino e gli oggetti per sopravvivere 72 ore

In un episodio di Big Bang Theory, il mitico Sheldon Cooper, contrariamente alle sue abitudini, ospita in casa una famosa scienziata, Elizabeth Plimpton (interpretata da Judy Greer), e le cede addirittura la sua camera da letto.

Nel cederle la stanza, Sheldon tira fuori da sotto il letto uno zaino pensato per la Fine del Mondo. Ovviamente è una trovata narrativa di questa geniale sit-com, ma nella realtà chi fa trekking e prevede di camminare almeno per un paio di giorni prepara proprio uno zaino del genere.

Nel gergo si chiama Bug Out Bag, che per comodità da qui in avanti chiamerò con l’acronimo BOB. Vediamo quindi cosa deve contenere uno zaino da trekking, affinché tu possa sopravvivere tranquillamente per almeno 72 ore. Di norma, uno zaino BOB deve contenere oggetti che rientrino in queste tre specifiche categorie:

  • Cibo
  • Vestiti
  • Riparto

Affinché possa contenere tutto quello che ci serve senza però divenire ingombrate, ti suggerisco di optare per uno zaino la cui capienza si aggiri sui 30 litri circa.

Un oggetto che non rientra nelle tre categorie sopra citate ma che ritengo essere “fortemente raccomandabile” è un piccolo fornello per cucinare. Deve essere un modello quanto più piccolo e leggero possibile, che ti permette di preparare pasti e bevande calde. Pranzare o cenare con un pasto caldo non è un aspetto da sottovalutare: al di là del fatto che le pietanze siano più buone, è anche un modo per rinfrancare lo spirito dopo ore passate a camminare per le montagne.

Per quel che riguarda il cibo, il fatto che tu abbia trovato un fornellino sufficientemente piccolo da mettere nel tuo zaino da trekking non significa evidentemente che nelle tue passeggiate montanare potrai prepararti la carbonara o una parmigiana di melanzane. Se hai delle abitudini alimentari particolarmente “sedentarie”, in quei giorni dovrai fare evidenti sacrifici.

Alcune scuole di pensiero dicono che per il trekking di qualche giorno l’ideale è affidarsi a specifiche barrette energetiche, che occupano pochissimo spazio e che, una volta consumate, apportano all’organismo tutte quelle proprietà nutritive di cui ha bisogno. Sull’argomento sono un po’ scettico e non te le consiglio, soprattutto se sei un neofita del trekking: passare direttamente da un pasto “tradizionale” a quello fatto di barrette è un salto troppo lungo, che dopo ore passate a scarpinare può minare anche il tuo umore.

Come quasi sempre accade nella vita, le soluzioni migliori sono sempre quelle che prevedono il compromesso: io quando faccio trekking porto sempre zuppe pronte: sono comode da portare e al tempo stesso molto buone. Puoi portare con te ovviamente anche cibarie a lunga conservazione che non prevedano cottura, ma ricorda di non esagerare.

Quando ero bambino, per una gita scolastica di un solo giorno mia madre metteva nello zaino 6 panini con salumi vari, un pacco di merendine, tre scatole di biscotti, due bottiglie d’acqua e svariate lattine di cola (tutto vero, non è esasperazione comica).

Ecco, non è ovviamente questo l’approccio che devi seguire, portati solo il cibo strettamente necessario per i tuoi giorni di trekking, anche perché tutto quello che porti in più diventa zavorra inutile che dovrai portarti in spalla per tutto il tempo.

Per quel che riguarda l’acqua, il fabbisogno giornaliero è di circa 2 litri per un adulto, quindi in teoria se devi stare fuori per 3 giorni te ne servirebbero ben 6. Se riesci portali tutti, ma se risultassero troppi anche 3 possono andar bene.

Quello dell’alimentazione è un argomento così importante che merita uno specifico approfondimento.

Qual è l’alimentazione consiglia per il trekking?

Nel paragrafo precedente, nel parlare del cosa portare in uno zaino da trekking per un’escursione di tre giorni, in riferimento al cibo mi sono limitato a indicarti le zuppe e le barrette energetiche, senza entrare troppo merito.

In realtà, il menù varia molto a seconda della durata dell’escursione e dal livello di chi la effettua. Ipotizziamo ad esempio tu debba fare una sola giornata di passeggio nei boschi di montagna, con la certezza quindi che alla sera tu torni in un alloggio degno di questo nome.

Per una singola giornata ti basteranno un paio di panini (imbottiti di bresaola, formaggio, una frittata leggera, prosciutto crudo o prosciutto cotto), frutta secca e fresca di stagione, qualche biscotto, della cioccolata e delle barrette energetiche. Per i panini ho volutamente ignorato mortadella, salame e coppa perché sono insaccati che favoriscono la sete.

Per quel che riguarda le bevande, invece, l’unica “consentita” è l’acqua (un litro basta): alcolici o bevande gassate non fanno altro che appesantirti durante il cammino. Al massimo, in quei casi in cui fa particolarmente freddo, puoi concederti qualche tisana calda, mentre il the è da evitare perché particolarmente diuretico.

Una volta riempito lo zaino di cibarie, è anche importante frazionarne il consumo: non aspettare l’ora di pranzo o di cena per ingozzarti con tutto il cibo che ti sei portato, ma assumine un po’ per volta, durante l’escursione, al fine di evitare malessere e/o pesantezza.

Inoltre, qualora tu decida di fare una specifica sosta per il pranzo, al termine dello stesso attendi almeno una mezz’oretta prima di rimetterti in marcia, in modo da dare il giusto tempo al tuo organismo di metabolizzare quello che hai consumato.

Ultima postilla sui “rifugi” di montagna. Sempre più escursioni organizzate, purtroppo, prevedono durante il percorso l’arrivo a un rifugio di montagna dov’è possibile rifocillarsi. Si scrive “rifugio”, si legge “ristorante”, perché ormai si tratta di locali adibiti alla vera ristorazione, dove puoi trovare ogni prelibatezza.

Per esperienza personale so bene che in questi luoghi l’odore del cibo ti spinge il più delle volte a ingozzarti come se non ci fosse un domani, ma se ti appesantisci troppo poi sarà complesso riprendere il cammino. Se proprio non puoi (o non vuoi) evitare una sosta al rifugio, almeno opta per pietanze tanto gustose quanto salutari, come polenta, minestre e minestroni.

Quante calorie si consumano durante il trekking

Le calorie consumate durante l’attività di trekking dipendono dal peso dell’escursionista e dalla durata dell’attività. In particolare, una persona di circa 85 kg consuma mediamente 500 kcal per ogni ora di escursione. Se il peso scende a 60 kg, il consumo si attesta a circa 350 kcal/ora.

Conclusioni

Anche se non hai trovato una mera lista di oggetti, dopo aver letto queste righe avrai maggior consapevolezza di tutto quello che devi mettere nel tuo zaino per le tue passeggiate in montagna.

Al di là di quello che riguarda l’abbigliamento, gli accessori o le cibarie, l’unico vero elemento che non deve mai mancare nel tuo zaino per il trekking è la voglia di addentrarti nei sentieri di montagna e “perderti” (in senso figurato, ovviamente) nelle bellezze della natura che ti circonda.

Il trekking è un’attività utile per il corpo ma decisamente più rinfrancante per lo spirito, grazie alla quale per almeno qualche ora puoi abbandonare i problemi quotidiani, che ti sembrano piccoli e lontani, bloccati nel caos cittadino.

Qualora tu sia un neofita del trekking, inoltre, ti suggerisco per le tue prime passeggiate di affidarti sempre a una guida esperta, che oltre a farti conoscere gli angoli più nascosti della montagna sarà in grado di gestire anche eventuali situazioni di pericolo.

Davide Rubicone

Davide Rubicone: alla base di TravelBike.it c’è la mia passione per i viaggi su due ruote e la mobilità alternativa. Negli anni ’90, ho viaggiato a lungo negli Stati Uniti con la moto. Come parte della redazione di una rivista specializzata, mi sono occupato di eventi del mondo dello skateboard e delle BMX. Ho creato questo sito alcuni anni fa, con l’obiettivo di offrire ai meno esperti la possibilità di conoscere meglio il settore e scegliere i migliori prodotti senza condizionamenti. In città io e il mio Segway siamo inseparabili.