Archive for 29 luglio 2014

La DL V-STROM 1000 è pronta a partire con MIVV

Per l’ultima versione della maxi sport adventure tourer di Suzuki, il produttore di scarichi italiano ha realizzato due allestimenti capaci di incrementare il tiro del motore ai medio-bassi con valori di coppia e potenza che aggiungono un “+” a due numeri. Oval e Speed Edge, i terminali scelti, su questa endurona dimostrano tutta la loro personalità.

 

Uno scarico after-market di qualità deve possibilmente garantire, rispetto al componente di serie, miglioramenti a 360 gradi. Dai materiali utlizzati alla doti di leggerezza, dal design alla costruzione, dalla capacità di incrementare le performance alla robustezza e durata nel tempo.

Da questo punto di vista MIVV da tempo dimostra di saper fare la differenza con allestimenti mirati, studiati ad hoc per la gran parte delle nuove moto in uscita.

La DL V-STROM 1000 è una delle ultime sottoposte dall’azienda alla sua azione  “vitaminica”. La nuova versione di questa tutto terreno, molto amata dal pubblico, era attesa da tempo. Suzuki ha rispettato le aspettative con una 1000 che sbaraglia dal punto di vista del prezzo, ridisegnata in molti particolari, dotata di un propulsore rinnovato, di una ciclistica efficace… e di un nuovo sistema di scarico. Il doppio terminale alto, scelto da Suzuki per la versione precedente, qui è sostituito da un singolo silenziatore, piuttosto voluminoso, posizionato basso sul lato destro.

MIVV propone agli utenti della nuova V-STROM 1000 due allestimenti alternativi molto interessanti, realizzati con i noti terminali SPEED EDGE e OVAL. I due si integrano perfettamente nella linea della moto, sono grintosi e filanti, decisamente più leggeri dello scarico originale e capaci di aggiungere un tiro inaspettato ai regimi medio-bassi, plus che risulta di grande aiuto quando si parte in due, con la moto allestita con carico da “grande viaggio”.

Per approfondire andiamo a leggere i dati al banco, rilevati alla ruota:

La sostituzione del terminale di serie con SPEED EDGE porta a sensibili incrementi della potenza e della coppia al livello massimo di rotazione, che diventano eclatanti a 3.600 giri: +13,8 CV e +17,2 Nm!

Optando per l’OVAL, il discorso non cambia: sempre ntorno ai 3.500 giri troviamo l’incremento massimo della potenza e della coppia: +12,3 CV e +15,4 Nm.

VERSIONI E PREZZISPEED EDGE viene proposto nelle versioni Steel Black e Inox con coppa in carbonio rispettivamente a 658 e 597 euro.OVAL viene proposto allo stesso prezzo nelle versioni Total Carbon e Titanio con coppa in carbonio (508 euro) e nella versione Inox a 347 euro.

 

Sul sito www.mivv.it tutte le caratteristiche tecnico-costruttive legate ai due terminali indicati.

 

 Modello

 Pmax   (CV)

 Giri   (x1000)

Cmax   (Nm) 

 Giri   (x1000)

 Peso   (Kg)

      SCARICO DI SERIE

 85,5

 8,100

 87,2

 4,100

 5,500

     MIVV SPEED EDGE

 88,1

 8,000

 89,8

 6,500

 2,900

     Incremento Max

 13,8

 3,600

 17,2

 3,500

 
     MIVV OVAL

 88,3

 8,200

 88,8

 6,500

 2,400

    Incremento Max

 12,3

 3,600

 15,4

 3,400

 

                           SUZUKI DL V- STROM 1000 2014 – dati al banco rilevati alla ruota

 

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Le nuove Patch Travelbike

Disponibili le nuove Patch Travelbike

Per info e disponibilità COME ACQUISTARE LE PATCH TRAVELBIKE

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BMW Motorrad lancia il primo sistema ABS utile in curva

BMW Motorrad lancia il primo sistema ABS utile in curva per moto sportive L’ABS Pro disponibile come retrofit esclusivamente per l’HP4

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Monaco. Nel 2009 BMW Motorrad presentò la S 1000 RR: non soltanto la sua prima moto supersport, ma anche la prima due ruote di questo tipo ad essere dotata di ABS. Lo stesso anno vide la prima vittoria in gara di una moto supersport equipaggiata con l’ABS nella 24 Ore di Barcellona.

Dall’introduzione di questo Race ABS nel 2009, BMW Motorrad ha offerto un ABS ideato specificatamente per le esigenze delle moto supersport, conferendo un importante aumento della sicurezza attiva in frenata anche in questo segmento. La funzione ABS Pro rappresenta un netto miglioramento del Race ABS, in quanto ora consente frenate con l’ausilio dell’ABS anche in curva. L’ABS Pro viene offerto come opzione in retrofit, può essere acquistato presso i concessionari BMW Motorrad ed è riservato da principio esclusivamente per il modello supersport al top della gamma dei prodotti BMW Motorrad: l’HP4.

La funzione è stata concepita volutamente per l’utilizzo sulle strade pubbliche, dove pericoli inaspettati possono sempre essere in agguato. Mentre il Race ABS dell’HP4 già offre un altissimo grado di sicurezza in frenata su rettilineo, l’ABS Pro ora fa un passo avanti per offrire una maggiore sicurezza anche in curva. Qui, l’ABS Pro impedisce il bloccaggio delle ruote anche quando i freni vengono azionati rapidamente; ciò riduce cambiamenti improvvisi nella forza di sterzata quando si effettuano rapide manovre di frenata e impedisce che la moto si impenni in maniera fortuita.

Tecnicamente parlando, l’ABS Pro adatta il controllo ABS all’angolo di inclinazione della moto a seconda della situazione attuale sulla strada. Per determinare l’angolo di inclinazione, il sistema utilizza i segnali di rullaggio, di imbardata e di accelerazione trasversale provenienti dal gruppo sensori – che sono già utilizzati per il DTC (Controllo Dinamico della Trazione) e per il DDC (Controllo Dinamico dell’Ammortizzazione) delle sospensioni elettroniche.

Man mano che aumenta l’angolo d’inclinazione, il gradiente della pressione dei freni viene sempre più limitato all’inizio della frenata. Ciò significa che l’aumento della pressione viene rallentato. Inoltre, la modulazione di pressione entro i limiti di controllo dell’ABS avviene in maniera più regolare. I benefici dell’ABS Pro per il motociclista sono costituiti da una risposta sensibile ed un alto livello di stabilità di frenata e di marcia, insieme alla migliore decelerazione possibile in curva.

L’influenza esercitata dal controllo ABS dipenderà dalla modalità di marcia configurata. L’ABS Pro è disponibile in larga misura nelle modalità “Rain” e “Sport”. Durante il controllo prima della partenza, il display “ABS Pro” nel cruscotto, insieme alle modalità “Rain” e “Sport”, indica al motociclista che è disponibile la funzione ABS Pro. Al contrario, le modalità “Race” e “Slick” per piloti molto sportivi ed esperti, non supportano la funzione ABS Pro, dal momento che è stata progettata volutamente per l’uso stradale.

Sebbene l’ABS Pro offra un supporto valido e rappresenti un enorme bonus in termini di sicurezza per il pilota durante le frenate in curva, esso non può in nessun modo ridefinire i limiti fisici. E’ ancora possibile superare questi limiti a causa di errate valutazioni o errori di guida, che in casi estremi possono portare ad una caduta.

L’ABS Pro non è stato sviluppato per valorizzare le prestazioni in singole frenate in curva – in particolare non in pista. Il suo scopo è di consentire un utilizzo più sicuro dell’HP4, entro i limiti fisici, su strade pubbliche – per esempio nel caso di pericoli inattesi in curva. Allo stesso tempo, la funzione ABS Pro può essere anche usata nelle modalità “Rain” e “Sport” da motociclisti meno esperti in modo da ottenere una sicurezza maggiore quando si apprestano alle loro prime uscite in pista.

La funzione ABS Pro è disponibile come soluzione retrofit per la BMW HP4 a partire dalla fine di ottobre 2014.

 

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DUCATI – PASSIONE ITALIANA

15 luglio 2014 No comments

Ducati_passione italiana_logo

Esistono 1000 diversi motivi per essere orgogliosi d’essere Italiani.

Ducati, è sicuramente fra questi.

88 anni di storia, 88 anni di pura passione italiana, intrinseca in ogni singolo modello che varca la soglia della casa di Borgo Panigale.

Qua siamo ben oltre il semplice concetto di Moto.

Ducati è una filosofia.

La storia di questa azienda comincia nel 1926, quando la Ducati Motor Holding s.p.a. era ancora un qualcosa di sconosciuto.
Nasceva infatti la Società Scientifica Radio Brevetti Ducati che, come la denominazione fa ben intuire, era specializzata nella ricerca e produzione di tecnologie per le comunicazioni radio e, successivamente, macchine fotografiche, calcolatrici e rasoi elettrici.

Sembrerà strano, ma viene quasi spontaneo un ringraziamento al bombardamento tedesco che nel 1944 rade al suolo la fabbrica, perché quasi due anni dopo avviene la rinascita, e da lì inizia la storia del primo vero reparto motociclistico Ducati.

Da allora, Ducati, è l’azienda italiana che più rappresenta il made in Italy nel settore delle motociclette sportive nel mercato Mondiale.

 

Gazzetta_Ducati_Passione_Italiana

L’intera storia dell’azienda di Borgo Panigale, viene raccontata in  “DUCATI – PASSIONE ITALIANA un’interessante collana di 8 volumi, che ripercorre le fasi della casa italiana, dalla sua nascita, il progetto Monster, modello simbolo di casa Ducati e LA NAKED di riferimento per le le altre case costruttrici, l’era  della Superbike, del debutto in MotoGP e le supersportive di punta quali Desmosedici RR e Superleggera, sino ai giorni nostri, a poche ore dall’apertura dei cancelli del Misano World Circuit Marco Simoncelli per l’avvio  del World Ducati Week 2014.

I volumi, che verranno presentati al WDW 2014 (dal 18 al 10 Luglio), sono arricchiti da stupende foto a colori e racconti delle più autorevoli firme della Gazzetta Dello Sport, che hanno avuto la possibilità di visitare gli stabilimenti di Borgo Panigale e seguire la nascita dei modelli della casa italiana.

Il Volume 1 “LA GRANDE STORIA: Dai transistor alle moto da gara: uomini, storie, retroscena” sarà disponibile in edicola da Venerdì 18 Luglio.

A seguire, ogni venerdì, l’uscita del Volume successivo.

E’ possibile acquistare i volumi online, disponibili nello Store della Gazzetta Dello Sport

Qui l’elenco dei volumi, e la relativa data di uscita in edicola:

 

Volume 1:

LA GRANDE STORIA

Dai transistor alle moto da gara: uomini, storie, retroscena

18/07/2014

 Volume 2:

LE MAGNIFICHE TRE

Monster, 916 e Scrambler: le best seller di Borgo Panigale

25/07/2014

 Volume 3:

COME NASCE UNA DUCATI

Idee, progetti, intuizioni: dalla carta al collaudo su strada

01/08/2014

Volume 4:

I PROGETTI SPECIALI

Desmosedici RR e Superleggera: sogni su due ruote

08/08/2014

Volume 5:

IL MONDO DELLA SUPERBIKE

Dalla pista alla strada: le Ducati più potenti di sempre

15/08/2014

Volume 6:

L’ERA DELLA MOTO GP

Una cavalcata lunga 13 anni: i grandi successi e il Mondiale

22/08/2014

 Volume 7:

I MITI E I CAMPIONI

I piloti da leggenda e le vittorie memorabili

29/08/2014

 Volume 8:

IL MONDO DUCATI

Il Wdw e la community globale: cosa vuol dire essere Ducatisti

05/09/2014

 

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2. Transdolomites 5-6 luglio 2014. “Dalla via Claudia Augusta alla Strada degli Imperatori”.

14 luglio 2014 No comments

Il Transdolomites  2014,  ha visto impegnati 17 equipaggi sulle montagne più belle del mondo.

Sabato 5 e domenica 6 luglio si è tenuta la seconda edizione di quella che, già lo sappiamo, diventerá una tradizione di Travelbike. Perché ne siamo certi? Perché il rammarico dei Travelbikers che hanno preso parte alla prima edizione e non hanno potuto farlo in occasione della seconda ha indicato a tutti noi che già esiste un ” mal di Dolomiti”: le montagne chiamano. 

foto 2

Diamo allora a chi ci legge e non ha potuto esserci, lo stesso Benvenuto scritto allinterno della Guida del Tour che ha accolto i Travelbikers Transdolomitici:  

foto guida

_____________

  “Viviamo per desiderare, e cosi farò anch’io, e balzerò giù da questa montagna sapendo tutto alla perfezione o non sapendo tutto alla perfezione pieno di splendida ignoranza in cerca di una scintilla altrove.”

(Jack Kerouac) 

Ci sembra giusto iniziare il nostro viaggio con una citazione di chi ha celebrato la strada per antonomasia. Tour breve ma intenso, sulle strade tortuose e affascinanti che percorrono -quasi fossero un nastro poggiato leggiadramente da un gigante- le montagne più belle del mondo.

Noi biker sappiamo bene che un viaggio in moto è un viaggio nello spirito. Attraversare paesaggi incantevoli, che da millenni incutono rispetto al viandante, ammirare i colori e la maestosità dei monti altoatesini non può che ampliare la dimensione intima della seconda edizione del Transdolomites di Travelbike. 

Anche i nostri sensi di motociclisti troveranno il loro appagamento, piegando sui mille tornanti che affronteremo, scalando e accelerando, col consueto rispetto delle regole che caratterizza il biker consapevole .

Un gigante dicevamo, perché questa è terra di leggende, di castelli e di storia. Di boschi, laghi e montagne rosa. Ci pare quindi adeguato  raccontarvi innanzitutto  una leggenda , dedicata  alle dolomiti,  per rendere omaggio alle valli che ci accoglieranno.

In questo piccolo report di benvenuto troverete informazioni e curiosità sulla città che ci accoglie e sui luoghi e passi monatni che visiteremo in sella alle nostre cavalcature .

Di qui, un tempo , passano cavalieri di tutta Europa sulla famosa “strada degli imperatori” , oggi, novelli cavalieri di cuore e di acciaio, tocca a noi!

Lamps! 

Lo staff di Travelbike “

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   foto 4s foto 4e foto 4c foto 4b

Le montagne chiamano, dicevamo, quest’anno ci hanno attirato i passi più alti, le montagne più imponenti. Le Dolomiti, nella parte sud, che avevamo attraversato l’anno scorso, le abbiamo solo sfiorate. Dagli altopiani di San Genesio e del Renon, sopra Bolzano, le abbiamo potute ammirare. Due balconi per una vista mozzafiato: gruppi del Rosengarten, Latemar, Sciliar, Sasso lungo e Sasso piatto. Ne abbiamo osservato, salendo lungo i tornanti, la bellezza che ammalia, che lascia attoniti. I resti di antiche barriere coralline ci osservavano, per raccontarci che il creato è arte, poesia, e noi abbiamo la grande fortuna e viviamo la grande avventura di farne parte.

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Come non sentirsi vivi quando in sella alle nostre moto sentiamo, avvertiamo, che i monti più belli del mondo non li stiamo solo attraversando ma che attraverso i nostri motori e la strada siamo parte di essi. Allora anche noi Travelbikers siamo belli. BELLEZZA. Questa è la parola del 2. TRANSDOLOMITES di Travelbike. In fondo al gruppo l’ho visto, il serpentone, le pieghe erano armonia.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=VRMq49nJgY4[/youtube]

Filmato by Marcosilente

Il motore fa le fusa, oppure ruggisce,  la strada, la curva perfetta ed è pura gioia.  Non posso descrivere l’indicibile, chi non l’ha provato non lo sa!

foto 3e

Allora ci siamo  fatti ubriacare dalle curve ma abbiamo anche rallentato , per sentire il profumo del fieno, per ammirare una coppia di cerbiatti lungo la strada per Meltina, per alzare lo sguardo perché i ripidi pendii verdi di erba , bianchi di neve, azzurri di acqua del passo Gavia ti fanno venire voglia di ringraziare. Non importa chi o cosa ma sappiamo che stiamo ricevendo vita pura! Chi tiene solo aperto perde molto . La testa va alzata. I Travelbikers Transdolomitici lo sanno bene. 

Adesso, possiamo raccontare qualcosa, consci che le parole sono misere.

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Puntualità massima, siamo in terra tedesca che diamine, facciamo vedere chi siamo,i  bikers tricolori mica scherzano. Alle 9 del sabato si ingrana la prima al casello di Bolzano sud. Nonostante qualche improvvido compagno debba ancora digerire le frugali cene del venerdì a Bolzano e Rovereto. Si sa , la cucina trentina ed altoatesina sono leggerissime, avevamo chiaramente prenotato in ristoranti vegani estremi, a base di canederli, stinco di maiale e gulasch.

Il primo giorno è previsto il giro Bolzano Ovest: 300 km tra Alto Adige e Trentino. Il tempo di distribuire ai partecipanti la guida del Tour con notizie storico-culturali sui luoghi attraversati, il Roadbook con percorso e riferimenti e gli adesivi della seconda edizione e subito  puntiamo le ruote  verso il passo della Mendola  (1.363 m s.l.m.), posto tra i Monti Penegal e Roen che strapiomba sulla valle dellAdige da un lato e degrada verso la Val di Non dallaltro.  Meta di villeggiatura di celebrità e di nobili di tutta Europa alla fine del XIX secolo: dal Kaiser con limperatrice Sissi al mahatma Gandhi. Quindici tornanti tra i boschi ed un misto entusiasmante tra le rocce a picco che ci aprono alla vista del lago di Caldaro. Tappa al passo del Tonale dopo avere attraversato lalta Val di Non e la Val di Sole, passando dai meleti alle nevi che, vista labbondanza di questanno, tardano a sciogliersi completamente. Fetta di torta o panino sul passo e poi il fascino aspro ed indiscutibile di un mito del motociclismo e del ciclismo in particolare : il Passo Gavia che con i suoi 2.621 metri collega le province di Sondrio e Brescia. Un paesaggio di altri luoghi, di altri tempi. Purtroppo il nostro Seneca cade e si vede in azione lo spirito Travelbike: chi blocca il traffico, chi mette in sicurezza la moto, chi lo assiste e lo cura. Diciamo i nomi: Gigante e Gray Wolf (che lo hanno anche trasportato fino ad un punto sicuro garantendo assistenza e supporto ) che non continuano il tour del sabato e stanno con il compagno. Li ritroveremo la sera. Caronte1200 che guida la sua moto danneggiata ed instabile fino a un garage, con Pòlemos che si prodiga come  scorta; Fakkaman che trova il garage per ricoverare il mezzo. Un vero team!

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Si riparte un po scossi ma la salita del Gavia richiede concentrazione, tornanti tecnici, mancano i parapetti: la guida esige attenzione. Arriviamo in cima . La storia dello sport ti  osserva dalle pareti del rifugio in cima al passo, campioni del ciclismo in immagini in bianco e nero. Auto e camion depoca che , avventurieri di epoche passate, sfidavano muri di neve su una strada allora sterrata. Altre epoche sul serio: lunico luogo in Italia dove ancora esiste un tratto di tundra artica, relitto vivo dellultima glaciazione (quella di Wurm)che si adagia sui colli morenici del passo. Scendiamo per salire alla Leggenda: lo Stelvio. Il  valico piu alto dEuropa dopo lIseran:  2.758 metri con 35 tornanti su un versante e 48 sullaltro. Piove, 5 gradi di temperatura ma non mancano  antipioggia e spirito caldo.

foto 5cSi scende in val Venosta e la temperatura sale, il cielo si apre, ammiriamo le campagne che -godendo di un microclima particolarmente mite per una valle a questa altitudine-  producono mele e albicocche in quantitàSiamo in procinto di  arrivare a Merano quando ci arrendiamo a quanto più forte di noi. Lo spirito è saldo, dicevamo, ma la carne è debole ed alla vista della birreria Forst di Lagundo si sentono stridere i freni. Grandi Weizen allombra di castagni secolari nel Biergarten. Non molti lo sanno ma la tradizione dei Biergarten nasce nellalto medioevo  in Germania quando , proprio per sfruttare lombra degli alberi piantati sopra i magazzini  interrati (Lager, da cui il nome delle birre chiare a bassa temperatura di fermentazione) dove la birra necessitava di ombra e fresco, qualcuno pensò di sistemare panche e tavoli, trasformando le birrerie in trattorie. Le corporazioni degli  osti non la presero bene (le lobby esistevano già allora) e ben presto un editto imperiale impose che potessero essere servite solo birre, senza offrire alcuna pietanza; nacque quindi luso di portarsi il cibo da casa! Tuttora in Germania è possibile, ad esempio nel Biergarten degli englischen Garten di Monaco. 

foto 5b

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Risaliti in sella si rientra a Bolzano , il tempo di una doccia, passeggiata serale (lHotel è in pieno centro a 100 metri da Duomo e dai portici)  , per  ammirare una città storicamente luogo di incontro tra mondo germanico e latino, dalla vocazione mercantile, ben testimoniata dagli stupendi Lauben (portici) che possiamo ben considerare dei centri commerciali ante litteram. Qui da sempre si parlano più lingue: dal retico della popolazione celtica che qui abitava oltre 2000 anni fa, al latino portato dai Romani (che vive ancora oggi nella forma plasmata dai secoli del ladino) che conquistarono la regione guidati dal generale Druso (da cui Pons Drusi, il nome dellaccampamento romano sito dove ora sorge il centro), alla lingua longobarda, allantico francese dei Franchi, al tedesco portato dai Baiuvari 1200 anni fa ed infine all’italiano.  I conti di Tirolo e i principi vescovi di Trento si affrontarono a Bolzano fino a quando Mainardo II di Tirolo, alla fine del XIII secolo non prese la città dando  allintera regione in nome del proprio casato  e alla città buona parte della fisionomia attuale. 

 Epoche antiche che ben riecheggiano tra le sale del palazzo cinquecentesco allinterno del quale è ubicata La Paulaner Stube dove ceniamo il sabato sera. Lambiente si scalda presto grazie alle Padelle del contadino , alle Weizen e alla temibile Birra Salvator. Come non finire poi la serata alla birreria Guiness per una seria e meditata valutazione sulle differenze tra tradizioni birraie irlandesi e tedesche; fine serata culturalmente notevole ed impegnato ma  di cui ahimè abbiamo tutti  sbiaditi ricordi.

foto scherzo

Meno male che lHotel  a poca distanza è  raggiungibile a piedi. Sicurezza innanzitutto, per noi, gli altri e anche per le moto al sicuro in garage. A  letto per un sonno profondo , giusto preludio alle fatiche del secondo giorno. 

 foto 3b foto 2e foto 1 foto 1c

Alle 9 di domenica mattina partiamo   alla ricerca di un distributore. Il tour Bolzano Nord ci attende. Si sale immediatamente sullaltopiano di San Genesio. Percorriamo la strada che, in direzione Meltina ci porta a Merano, in corrispondenza dellimbocco della Val Passiria. Un tracciato unico, che si snoda costantemente  sui 1000 metri di quota  e corre parallelo alla Valle dellAdige . Un saliscendi tortuoso tra boschi, prati e masi (le tipiche abitazioni contadine) con balconi adorni di gerani . Ecco la grande meta della domenica: il passo Rombo. A 2.509 metri di quota, in uso già dal XIII secolo, è reso transitabile nel 1955 grazie ad uno sforzo enorme per lepoca, che ha visto costruire la strada in meno di due anni . Il passo è costantemente sferzato dal vento. Paesaggio aspro scarsa vegetazione, piccole cascate lo contraddistinguono , degno della migliore Europa del Nord.

Torniamo indietro, attraverso il passo Giovo scendiamo a Vipiteno, che sfioriamo , per risalire al passo Pennes. Ecco sotto di noi si apre la verdissima Val Sarentina. Stavolta pare di essere in Irlanda, valle piovosa ma noi troviamo il sole. Valle scavata dal Torrente Talvera di cui praticamente vediamo la sorgente,  che da millenni è la fonte dacqua della città d Bolzano  e ne rappresenta una delle anime. Si risale presto sullaltopiano del Renon , il balcone delle dolomiti . Di qui passavano gli imperatori per farsi incoronare a Roma (i fondovalle erano pericolosi) e noi modelli cavalieri a due ruote, possiamo  osservare nuovamente di fronte a noi i Monti Pallidi. Nome poetico e antico delle Dolomiti, così  narrate nelle leggende che risalgono ancora al periodo reto-romanico. Comprendiamo perché, narrano i racconti, le montagne sono nate come frutto di incantesimi, da raggi di luna filati, da giardini di rose pietrificati, nellantico regno delle Dolomiti.

_________________________________ 

Grazie a tutti i partecipanti per avere condiviso momenti unici, strada e risate.

Grazie di cuore in particolare a chi ha contribuito a rendere possibile il tutto , amici e nobili cavalieri di cui ricorderemo  qui brevemente  i titoli e le imprese:

Caronte 1200: una delle due anime del tour,  Cavaliere Nero, Gran maestro di Lessinia e Baldo e Ministeriale di Tirolo. Guida indomita, non fatelo arrabbiare, le conseguenze possono essere terribili.

Gigante: il Cavaliere Verde, insignito dellonorificenza di Gran Cuore, colui che mai domo  vigila . La sua cavalcatura e le sue imprese sono  già leggenda.

Massino: Nobil Homo degno erede del generale romano Druso, conquistatore invernale del Brennero con Morini 350 alla volta delle fredde terre di Alemagna.

Eternit: Signore di Bauzanum, ospite  infaticabile e prode scalator di passi.

______________________

 

Ecco, il  2. Transdolomites di Travelbike è già terminato, già pensiamo al prossimo e le sorprese non mancheranno.

foto 5f

Arrivederci al Transdolomites 2015!

foto 1b

 

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Bradl e la gara della vita. Ma anche no.

13 luglio 2014 No comments

Germania.
Nona tappa.
Siamo al Sachsenring, il kartodromo più grande d’Europa.
Oggi, al posto delle minimoto 49cc, corrono quelle un po’ più grosse: c’è il mondiale moto GP.

Partiamo dal tracciato: un nastro d’asfalto di circa 3600 metri, 10 curve, la maggior parte a sinistra, e un unico importante rettilineo.
In discesa.
Non leggera discesa.
DISCESA. Nel senso che molli i freni e stai a dueeottanta.

In prova MarchinoMarquetto polverizza il record della pista di Stoner, e Crutchlow si stende.
Insomma niente di nuovo.
Oggi ha piovuto.
Sulla griglia di partenza ci sono 3 Honda in prima fila, tra cui Stefan Bradl.
Gara di casa, prima fila, la sua Germania in finale, un giorno importante per lui.
Infatti metà pista è allagata e lui decide di partire con le slick.
Lui e pochi altri, tra cui Petrucci, Hayden, e altri 4 piloti, decidono di schierarsi in griglia con le “lisce”.
Tutti gli altri hanno le rain.

Giro di ricognizione, si schierano sul traguardo solo quei 7.
Tutti gli altri fenomeni rientrano ai box come in preda a violenti attacchi di diarrea.
Ah no, cambiano moto.
Posano “la rain” e pigliano “la slick”
Sembrano decine di adolescenti che montano sugli scooter e partono a spinta per chi arriva prima al semaforo.
In effetti è così, partiranno tutti da lì, dovranno schierarsi tutti davanti al semaforo all’uscita della corsia box.
Sembra d’essere a Roma a mezzogiornoemmezzo.
Iannone arriva sparato e striscia Espargarò.
Fanno il CID.

 

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Il semaforo in pista si spegne, partono i 7.
Lungo la corsia dei box abbiamo 16 motogp a regime, incollate che nemmeno col millechiodi, coi polsi in modalità launch control.
Si spegne anche il secondo semaforo e partono anche loro.

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Marquez è davanti pure lì.
Dopo 2 curve troviamo Bradl in testa che fa festa, e Petrucci secondo che prega la Madonna.
Dall’alto l’elicottero inquadra la pista, e nella metà scura, bagnata, vediamo decine di svirgolate ad aderenza zero, da parte di tutti che stanno in piedi per miracolo del dio dell’elettronica.
Tranne Marquez.
Non essendosi accorto delle condizioni della pista, guida come se non ci fosse un domani, tanto che viene da chiederci come farà a stare in piedi a quelle andature con le slick sull’umido.

E inizia la risalita dei top rider:
Marquez fa impressione, ne passa 2 ogni curva.
Mancano 28 giri su 30 e lo spagnolo è già tra i primi 6.
I due HRC passano Petrucci come se il ternano stesse andando a spasso.
In realtà sta tirando come una carogna ogni staccata, ma non c’è verso. La superiorità è sin troppo netta.
Grande grinta comunque dimostrata dal nostro Danilo, che chiuderà 15°.
I due spagnoli passano Bradl con fin troppa facilità, e il tedesco si vede rimontare da dietro i due Yamahisti col dente avvelenato.
Lorenzo si dimentica di fare cazzate e passa Valentino in una staccata al limite!
I due prendono Bradl che perde 1 secondo al giro, e lo passano.
Da qui in poi il tedesco rallenterà fino a chiudere dietro Petrucci.
E risale anche Iannone con un discreto passo (1 secondo più lento di Vale, che ha già in tasca il 4° posto).
Comunque, una splendida 5a posizione per l’Italiano della Pramac!

La pista si asciuga, e assistiamo ad un fine gara stile classica, noiosa, Moto GP.
Ah no, momento.
Crutchlow lì dietro è in lotta col Dovi!
Dalla bocca di Loris Capirossi esce un eclatante “grandi Ducati! Girano sul 23 alto!”
Niente, mi immagino la scena di un pinco pallino qualunque che gli bussa la spalla da dietro, mostrandogli la tabella dei tempi e i 22 bassi costanti che martella MM già da mezz’ora.
Loris gran pilota, ma appendi il microfono al chiodo, grazie.

aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

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