Archive for 28 giugno 2014

ASSEN: io tifo Luna Rossa

Assen: Olanda.
Ottava tappa del campionato mondiale di canottaggio.

Come di consueto, piove sul bagnato.

Ore 14:10
La gara dovrebbe essere iniziata da un pezzo, ma i piloti inchiodati sulla griglia di partenza aspettano la decisione dei giudici, che hanno l’importante responsabilità di prendere l’ardua decisione sul proclamare o meno Wet Race (gara bagnata). Mentre la pioggia scende a secchi.

La telecamera inquadra una fila di animali di ogni tipo che, a due a due, salgono sopra una struttura di legno.

Boh.

Intanto il cameraman di Sky riesce a dare un senso a questi minuti di grande attesa, entrando con l’obbiettivo da 20 dentro gli attillatissimi vestitini delle ombrelline, che quest’oggi sembrano avere un senso.
Non che ce ne fosse mai fregato qualcosa, ma vabbè.

Noè leva l’ancora e i giudici dichiarano Wet Race.

I piloti hanno quindi a disposizione 2 giri liberi per accertarsi delle reali condizioni della pista e scegliere la moto in configurazione d’asciutto, o quella con le “Rain” e mappature e assetti dedicati al bagnato.
La pista è chiaramente allagata, tutti i piloti terminano il primo giro e rientrano ai box, tranne Marquez, che si ferma in griglia sul secondo posto con l’espressione di uno che non ha capito “com’era la storia dei 2 giri”.

Vabè. E’ CCCCCiovane.

Altro giro di ri-allineamento per gli altri, con la moto scelta per la gara.
Dato che la pista è la riproduzione in scala del Tevere, Valentino Rossi decide bene di partire con le slick.
La scelta è così azzeccata che rischia di cadere nel giro di allineamento.
Capisce che in pista è l’unico a montare le slick e se ne torna ai Box bestem… fischiettando.
Cambia di nuovo, sale “sulla rain”. Ma ormai il danno è fatto: partirà da lì.

Sullo schieramento si vedono cose turche:
In pole c’è Espargarò su Yamaha dualSim, seguito dai soliti uomini HRC.
Capisci che la pista era impraticabile anche in prova quando vedi in seconda fila gente come Iannone e Crutchlow.
Tanta stima per Craccilo, che ha avuto un inizio mondiale da incubo. Speriamo si possa rifare qui ad Assen.

Partono.
Ma non tutti.
In fondo alla griglia c’è Petrucci giù dalla moto che controlla i livelli dell’olio, dato che quelli della IodaRacing hanno il braccino corto e allungano i tagliandi pur di risparmiare 5 euro a gara.

Subito Dovizioso si fa pericoloso e passa in testa.
Marquez lo segue a ruota, ma la Ducati sembra avere quel qualcosa in più sulla pista bagnata.
Rossi da dietro pensa di essere all’acquafan di Riccione e risale 2 posizioni al giro.

La pista va asciugandosi.
Nei Box cominciano a togliere le termocoperte alle moto con le slick.
Ma Dovizioso e Marquez non mollano, e proseguono senza fermarsi.
Marquez ci prova, è davanti, ma volano brandelli di “Rain” come coriandoli al carnevale di Rio.
Entrambi terminano il giro cercando pozzanghere e chiazze di umido per non tornare ai box col cerchione.

Ci siamo, box, cambio moto!
Marquez si esibisce in un gesto atletico degno del migliore Yuri Chechi saltando da una moto all’altra senza nemmeno poggiare i piedi in terra.
Nei box Yamaha guardano la scena e slogano le mascelle.
Dal box Pramac escono applausi e una fila di cartelli: 10 10 10 10 10 10
Rientrano in pista nella stessa posizione.

Nel giro di rientro MM gioca il jolly della vita: accelera sull’umido, le slick non aiutano ma l’elettronica si.
Riesce a non finire per terra ma va a funghi circa 20 metri oltre la pista.
Il suo didietro si stringe tanto da non farci passare uno spillo.
Rientra dietro al Dovi che fischietta dentro al casco “Ponci ponci popopò”.

Ora un occhio alla tabella dei tempi.
Marquez riagguanta il Dovi in una maniera fin troppo semplice.
Nel box Ducati non c’è buon odore.

Rossi continua la sua risalita, e agguanta il gruppetto di BaTTista, Iannone, Craccilo e Smith.
Marquez passa Dovizioso con facilità.
Poco più dietro Espargarò e Pedrosa fanno numeri da circo. O meglio, è Aleix a farne, dato che surclassa Camomillo ad ogni staccata, che però prontamente gli porta via gli adesivi dualSim al primo rettilineo.
La differenza di motore è sin troppo evidente.

Intanto un nuvolone del colore del catrame riappare sopra la pista, e nel box HRC escono di nuovo con la moto “Rain” e gomme fresche. Gli uomini Yamaha buttano un occhio e li emulano.
Pochi istanti e gli uomini arancio tornano dentro.
Idem Yamaha e Ducati.

Durante il via vai ai box, in sottofondo parte questa.

Non c’è segno di pioggia. La pista è ormai calda e gommata e va asciugandosi sempre più.

Si terminerà con le slick.

Intanto Rossi passa i 4 dinanzi a lui come birilli e si piazza in 5° posizione, a mezzo secolo da Espargarò, che intanto sta cercando di stare incollato a Pedrosa con ogni mezzo. Non ci riuscirà.
Vale ha campo libero e sgancia un 1:35.5, giro veloce del Pesarese.
Capirossi ai microfoni non fa in tempo ad esultare, che MM lì davanti stampa un 34 e 5 in scioltezza.

La gara termina con Marquez che rifila un secondo al giro a chiunque.

Ottava vittoria consecutiva.
8 su 8.
Ora i punti sono 200, visto che la matematica non è (ancora) un opinione.
Pedrosa riagguanta Rossi in campionato.

Che altro? Nulla credo.

Ah già! Lorenzo.
Una gara spenta, quella di J LO, che passa il traguardo 13mo.
Le dichiarazioni a caldo:
«Niente, la moto era perfetta, la strategia anche, la pista mi piace, io stavo a posto.» – A casa? Tutto bene? – «Ma la verità è che era bagnato e non volevo rischiare di cadere come l’anno scorso. Non ho voluto rischiare dato che non stavo lottando per il campionato.»
Certo Jorge, perché Broc Parkes (chiiiiiiiiii?????????????) in sella alla sua PBM (cheeeeeeee?????????) 11mo sotto la bandiera a scacchi, punta al titolo.

aaaa

Prossimo appuntamento l’11 Luglio al Sachsenring, Germania.
22 missili da 250cv rincorrersi in un kartodromo.
Ci sarà da divertirsi.

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BMW Concept Roadster

Al concorso d’eleganza di Villa D’Este (PD), BMW ha presentato l’ultima nata, la BMW Concept Roadster (per ora) un prototipo ma , se è vero che l’anno scorso la casa di Monaco sfruttò la stessa cornice per presentare la “concept ninety”, potremmo aspettarci una produzione di serie. L’obiettivo bavarese è chiaro: dimostrare come un boxer possa continuare a rappresentare innovazione, design ed emozione. Monobraccio oscillante, cardano e leggero telaio tubolare: armonia dei contrasti.

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Ho lasciato un pezzo di cuore in una pizzeria al taglio

Sabato 13 Giugno.
E’ una mattina calda e particolarmente afosa.
Strade deserte.
Anche l’asfalto sta pensando di andarsene al fresco.

Nella mia testa compare un omino identico a me in tunica bianca e ali da fagiano che mi sussurra: «stai a casa e piazzati in salotto col Pinguino acceso».
Vorrei dargli retta, ma compare un altro omino identico ma in tuta rossa e forcone, che mi trascina verso la porta arrugginita del garage.
La maniglia è rovente.
«Apri! APRI!!» – Ringhia.
Apro.
Ustione.
Osservo la mia “lei”, e sorrido.

Tempo 1 minuto e già scialo come un doberman.
Ambè, cominciamo bene: meglio aspettare le ore fresche.

Di stare a casa comunque non se ne parla.
Ah già! Da tempo rimandavo una visitina in KTM, curioso come una scimmia di ammirare la nuova (introvabile) Supernaked della casa austriaca: SuperDuke 1290 R

Apro l’auto e le fiamme dell’inferno mi travolgono.

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Accendo motore e aria condizionata su livello: Antartide. Forse è poco, penso.
Torno in casa, il tempo di far raggiungere all’auto una temperatura interna almeno inferiore a quella di fusione del titanio.

10 minuti e pochi km dopo,  mi trovo davanti alla concessionaria.
Da fuori quell’arancione interno risplende con una intensità che non promette nulla di buono.

Entro.
Silenzio tombale.
Cammino schiarendomi la voce per farmi sentire, ammirando sin dal primo metro le bellezze color carota esposte, fantasticando riguardo quale premio meriterebbe l’inventore dell’aria condizionata: se il paradiso esiste, io lo immagino così.

Niente, saran tutti in ferie.

Colgo l’occasione per piazzarmi dinanzi all’RC8 con l’espressione di un adolescente davanti al primo porno.
Mentre raccolgo la bava dalla bocca, sento qualcuno.
Dietro una fila di Adventure scorgo finalmente un venditore alle prese con due clienti: immagino fossero un padre con la propria figlia adolescente.
Origlio.

- «Ha sempre avuto questa passione. Sua madre voleva farle fare danza, ma non c’è stato verso! A quanto pare ha ripreso da me eheh!» – Commenta ridendo, l’uomo. – «E’ un modello nuovo vero?»
- «Esatto, la gamma Duke 125, 200 e 350 è totalmente nuova. Le 3 moto sono praticamente uguali, differiscono solo dal motore, e dal prezzo ovviamente. Disponibili in colorazione White orange e Black.»
- «A te quale piaceva, amore?»
La ragazzina si volta. Sorride, e torna in posizione, commentando:
- «Babbo… La bianca è parecchio bella!»
- «Allora… Bianca. Mi diceva? 125? » – Chiede l’uomo in maglia arancio, rivolto verso lo schermo di un pc, battendo più volte l’indice sul il mouse.
- «Si, quella da guidare a 16 anni. Li ha compiuti il mese scorso» – risponde fiero, il padre.
- «125 White, è quella che avete appena visto lì dietro, quindi è subito disponibile in pronta consegna.»
- «Quanto viene quel modello, scontato? » – Chiede il padre.
L’uomo KTM si tira su gli occhiali, 3 cliccate sul mouse, infila la testa nel monitor e sentenzia:
- «4.190 di listino, siamo sui… 3800 con sconto, inclusa la messa su strada.»

Mi allontano un po’, ma non abbastanza da non intravedere gli occhi lucidi del padre.
Dopo qualche minuto si alza e ringrazia, diretto con la figlia verso l’inferno rovente che c’è lì fuori.

Ha chiaramente l’espressione di un uomo che non ha la possibilità di accontentare la sua “bambina”.

Vorrei andarmene anch’io, quando dinanzi a me, vedo lui puntare lo sguardo della figlia, aprendo la porta.
Un respiro.
«Ora vediamo, amore, siamo venuti solo per vederla… no?» – Farfuglia, quasi in lacrime, chiudendo la porta dietro di sé.

Rimango spiazzato da una scena che per me è difficile descrivere.
Probabilmente solo un padre può immedesimarsi in quell’uomo e riuscire a comprendere cosa ha realmente provato in quel momento.
Me ne vado col cuore in mano.

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Lunedì 23 Giugno.
Ore 13:40, e mi tocca riattaccare alle 14:00.
Non è stata quello che si sul dire una tranquilla mattinata di lavoro.
Mi fiondo nel primo mangiatoio che trovo: una pizzeria al taglio proprio sotto l’ufficio.
Esco dal locale col mio calzone. Ha un sapore orribile.
Mi siedo sul cofano dell’auto nel parcheggio ad ingoiare il pranzo.
In tempi record vengo circondato da un qualcosa come 10 moto e motorini cavalcati da adolescenti affamati, chiaramente appena usciti da scuola.
«Toh… una Duke 125.»
Solo quando la ragazzina toglie il casco, riesco a riconoscerla.

Ho continuato a mangiare, col sorriso stampato in faccia.
Quel calzone tutt’a un tratto era veramente buono.

Ho pensato che la nostra passione fosse qualcosa di incredibile. Di indescrivibile.
Ma l’amore di un padre…
L’amore di un padre è di gran lunga superiore.

 

 

 

 

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Caldo in moto: cosa fare.

23 giugno 2014 No comments

L’ estate è appena ufficialmente iniziata: stagione stupenda per i biker ma che presenta spesso un’insidia importante per chi viaggia: il caldo! Prima di accennare all’abbigliamento adeguato ed agli accorgimenti necessari è importante capire come il nostro corpo reagisce al calore, quali le conseguenze  e quindi come prevenire gli eventi.

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  Partiamo da un paio di concetti di fisiopatologia che possono esserci utili. Read more

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Time lapse dalla costa Siciliana

20 giugno 2014 No comments

Oggi vi presentiamo il video di Davide Ciriello realizzato durante il suo viaggio lungo la Costa Siciliana a bordo della sua Honda Crosstourer.

Buona visione!

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=TfVGw2uJeaQ[/youtube]

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L’avventura de li Quattro cavalier in endecasillabi

16 giugno 2014 No comments

Le plaghe mantoane ubertose
Al bianco cavalier rimembranti
Le amicizie liete e odorose

Orsù si leva il sole felice
Indossate le armi il cimiero
Attende il cavalier color pece

Assonnato e ancora carponi
Lo candido stanco motorista
Pensa: “chi è che rompe i marroni?”

“Partiam, partiam è tardi oramai”
Esclama iroso Caron demonio
“Calma, amico sono vecchio non sai?”

Seagullo e il nero cavaliere
Sulli baldi destrieri alemanni
Verso le terre saracine e fiere

La terra lombarda e poi di Romagna
D’improvviso uno stimolo urge
“Fermiamoci presto nella campagna!”

“Giammai!” Esclama lo nero rapace
“La prostata!” Supplica il fulgido
Caronte la testa di carapace

Impietoso prosegue la marcia
“Puntuali saremo!” Minaccia.
“Ma mica arriviam fino in Francia”

Pensa Seagullo nel tristo andare
“Caronte è prode gran cavaliere,
Tra poco lo mando a defecare”

All’ora prevista si giunge allotta
Ci accolgono i nobili romani
Salutan: “A figli de na mignotta!”

Lo arancione parco cavaliere
Lo verde et grande nobiluomo
Intenti già sono a prender per lo sedere

Riuniti alfine sono i quattro
Caronte,Gigante, Seagull e Uaz
Ognun pensa: devo essere matto!

Si scherza, il lieto motto , il lazzo
L’aspro et grande Furlo ci attende
Oggi ci farem enorme gran mazzo

Prima il banchetto,cibi pesanti
Il bianco cavaliere già si vede
In gravi pericoli incombenti

Si sale si scende con Grande fatica
Il nero maestro Caronte ci guida
A Qualcuno già manca … un’amica

Fratel sole fieramente dardeggia
Paesaggi stupendi e maestosi
Di colpo Si ode una sc..ggia

Quattro cavalieri in piccola stanza
Oh quali gran dolori ci attendono
annunciansi già Movimenti di panza

La cena lietamente generosa
I vini rallegranti et schietti
La giusta fin di cavalcata grandiosa

Brindano i nobili cuori
La notte è lunga et rumorosa
L’oste riflette “Or li butto fuori”

Fratelli, cavalier senza paura
Lo nero, bianco, verde et l’arancio
Pensano già at altra avventura

 

 

 

 

 

 

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